Wednesday, June 22, 2005

L'altra guerra del petrolio di Washington

di Duroyan Fertl
Dopo quasi cinque anni, migliaia di persone uccise e scomparse e lo stanziamento di 7.5 miliardi di dollari, l'iniziativa Americana conosciuta come "Il Piano Colombia" - per porre fine alla crisi che caratterizza la Colombia, paese sudamericano dominato dalla violenza - è fallita, sia politicamente che militarmente.Iniziato nel 2000 il Piano Colombia fu apparentemente designato per portare la "guerra alla droga" direttamente ai produttori di stupefacenti.Gli Stati Uniti sostenevano che i guerriglieri marxisti dell'Esercito Rivoluzionario Colombiano (FARC) ed il meno importante Esercito di Liberazione Nazionale (ELN) come pure i paramilitari di destra, le cosidette Forze Colombiane di Auto-difesa (AUC), erano principalmente "narco-terroristi".Tuttavia, le motivazioni Americane sono ben diverse: anche se la maggior parte del paese non è stato ancora sfruttato dall' industria petrolifera, la Colombia é già il terzo maggior esportatore di pertolio in America Latina dopo il Venezuela e Messico. L'industria petrolifera incide per un terzo sulle esportazioni Colombiane e la maggior parte di esse sono verso gli Stati Unti.La Colombia siede sulla "cintura dell'Orinoco Venezuelano" la più grande capitalizzazione di idrocarburi del pianeta condivisa con il Venezuela e l'Ecuador e questi ultimi fanno parte, come in gran parte del continente Sudamericano, della rivolta di sinistra contro le poltiche neoliberiste di Washington.In Ecuador una rivolta popolare ha recentemente rovesciato un presidente visto come troppo vicino a Washington, ed in Venezuela la rivoluzione capeggiata da Hugo Chavez ha riaffermato il controllo popolare sulle riserve petrolifere del paese e usato i proventi a beneficio della maggioranza più povera.Washington ha risposto a tali comportamenti ant-capitalisti con l'appoggio ad un fallito colpo di stato, un tentativo di chudere l'industria del petrolio ed un' implacabile propaganda contro Chavez, tutto ciò con scarso successo.Tale situazione fa sì che assicurarsi il petrolio Colombiano sia una priorità per gli Stati Uniti; la spesa militare e l'addestramento Americani sono infatti concentrate nelle aree Colombiane ricche di petrolio come Arauca e Putumayo, nel cuore delle zone di guerriglia.Una parte chave delle "ristrutturazioni" del  Fondo Monetario Internazionale (IMF) legate al Piano Colombia sono state cambiate a beneficio dell'idustria del petrolio: l'industria pertolifera governativa ECOPETROL è stata essenzialmente privatizzata per "incoraggiare" investimenti stranieri nell' industria petrolifera; le royalties sono state tagliare dell 8%, contratti di leasing estesi a data indeterminata ed il governo Colombiano adesso acquista il proprio petrolio da industrie straniere quali la Occidental Petroleum basata in California a prezzi di mercato.La Colombia è inoltre importante per gli Stati Uniti come contrappeso alla crescita di governi di sinistra anti-imperialisti e movimenti attraverso tutto il Sudamerica che stanno minacciando gli interessi di Washington.
 
Il Plan Colombia.
Il Piano Colombia, che termina quest'anno, ha fatto della Colombia il terzo destinatario più grande dell'assistenza militare Americana dopo l'Egitto e Israele, nell'ordine di 3 milioni di dollari al giorno in aiuti militari; l' otto per cento del Piano Colombia è sotto forma di finanziamenti militari: la bozza iniziale del Piano richiedeva 1.3 miliardi di dollari dagli Stati Uniti e 4 miliardi di dollari dal governo Colombiano, allora in recessione. Il grosso dei 7.5 miliardi di dollari del finanziamento era dunque fornito da prestiti del Fondo Monetario Internazionale (IMF), che aveva chiesto una serie di riforme strutturali dell'economia Colombiana. I paesi Europei, inizialmente a favore, si ritirarono data un'eccessiva attenzione militare con l' eccezione di Spagna e Regno Unito. Nell'Aprile 2001, quando il presidente Usa George Bush istituì l"Iniziativa Regionale Andina" (ARI) -un' espansione regionale di 1.1 miliardi di dollari del Piano Colombia per il Perù, la Bolivia, l'Ecuador, Venezuela, Brasile e Panama- il 54% dei finanziamenti furono spesi in aiuti militari; dal 2003 la spesa militare Americana è stata di più di 500 milioni di dollari l'anno ed ha totalizzato più di 3 miliardi di dollari a partire dal 2000. Un conto di ulteriori 741.7 milioni di dollari è al momento al vaglio del Congresso Statunitense per il 2006. Addestrati dagli Americani i due terzi del'esercito Colombilano sono al momento coinvolti nel proteggere i settori ricchi di petrolio del paese. Sotto la supervisione Americana i militari Colombiani recentemente hanno inaugurato l' "Operazione Scudo", un nuovo tentativo di salvaguardare gli oleodotti petroliferi, forti delle donazioni fatte dagli Americani in elicotteri Huey e Blackhawk. Un nuovo reparto per contrastare i guerriglieri è stato creato specialmente per controllare i pozzi di petrolio di Cano-Limon, nella zona di Arauca vicino al confine con il Venezuela che si teme possa diventare una base per aggredirlo.
 
Purifica con Fumi.
Nonostante la presunta attenzione verso la lotta alla droga, la maggior parte delle operazioni militari si sono esaurite nelle zone di Putumayo e Caqueta, a sud del paese, un'area largamente controllata dalle forze del FARC, anche se in un rapporto del 2001 il governo Colombiano stima che i guerriglieri abbiano ricavato solo il 2.5% delle entrate provenienti dal raccolto delle piantagioni di coca, la maggior parte delle quali sotto forma di tasse imposte sui raccolti. Per contro, circa il 40% dei profitti sugli stupefacenti riescono ad arrivare nelle mani dei paramilitari di destra ed i loro alleati; non c'è da stupirsi dunque se il rifornimento ed il prezzo della cocaina sono rimasti relativamente stabili durante il periodo del "Piano Colombia". Mentre il Piano Colombia punta alle piantagioni di coca su larga scala, la maggioranza delle piantagioni sono piccoli appezzamenti di terra posseduti da contadini: il sessanta per cento dei Colombiani vive in povertà e, mentre quasi la metà riesce a sopravvivere con difficoltà, per molti contadini l'unica alternativa al morire di fame è la coltivazione di cocaina. La parte principale di questa strategia "anti-droga" è quella di cospargere la regione con diserbanti, in particolare con una verisione rafforzata del "Roundup" o Glifosate, prodotto dalla mega-impresa Americana Monsanto. Più di 600,000 ettari di giungla Colombiana, la seconda parte più grande della foresta Amazzonica dopo quella Brasiliana, è stata cosparsa di diserbanti negli ultimi cinque anni con effetti devastanti per la regione avvelenando animali, la falda acquifera, i raccolti e la giungla stessa, causando malattie, anomalie congenite e morte nella popolazione locale.
 
Controrivolta.
La ragione principale dell'attenzione verso il sud del paese è la rivolta dei guerriglieri di sinistra del FARC e del ELN, con basi nelle regioni contadine sotto il loro controllo. La guerriglia in Colombia risale a più di cinquanta anni fa: a partire dalla guerra civile durata dieci anni e conosciuta come "La Violenza" dove lo scontro tra le oligarchie dei partiti conservatori e progressisti causarono almeno 200,000 morti, e da dove molti lavoratori e contadini scapparono creando "comunità di pace indipendenti" nel sud del paese. Quando li governo Colombiano e le classi dirigenti perseguitarono le comunità, organizzazioni di guerriglieri furono create come strumenti di auto-difesa: adesso controllano quasi la metà del pease. Il governo Americano giustifica la spesa militare stile Guerra Fredda per l'esercito Colombiano come  prevenzione alla diffusione del "comunismo". Uno degli effetti principali di tale intervento è stato la nascita di forze paramilitari di destra tuttora responsabili di più dell' 80% delle violazioni dei diritti umani in Colombia, incluso l'assassinio ed il massacro di sindacalisti, attivisti di diritti umani e leaders studenteschi.
 
Il Narco-Presidente.
I legami tra l'attuale presidente Colombiano, Alvaro Uribe Velez, e i gruppi paramiitari risalgono a decine di anni fa. Nel 1982 Uribe era il sindaco di Medellin, una città nel cuore del traffico di droga, e socio del noto Pablo Escobar, boss del narcotraffico: dal 1995 al 1997 Uribe era governatore dello stato di Antioquia, del quale Medellin è la capitale.Escobar ha versato milioni nei piani pubblici di Uribe, e nel 1991 l'Agenzia dell'Intelligence della Difesa Americana giunse alla conclusione che lo stesso Uribe era uno dei maggiori 100 trafficanti di stupefacenti, e durante tutto questo tempo i paramilitari i -"Convivir"- sono stati i fedeli alleati sia di Uribe sia dei baroni della droga.Nel 1997 il governo Colombiano ha privato i "Convivir" dei loro diritti, o più sempicemente ha sequestrato loro le armi e si è unito alle fila del AUC; nonostante tale gruppo è stato aggiunto alla lista delle organizzazioni di terroristi, l' AUC rimane uno dei gruppi più fedeli a Uribe.Uribe recentemente ha promosso un'amnistia, ancora disegno di legge, che incoraggia i paramilitari a deporre le armi e far fronte alle accuse di abuso di diritti umani, uno sviluppo ben accolto da molti osservatori di questo stato in conflitto permanente.Tale amnistia comunque mette in grado i paramilitari di sfuggire alla giustizia, in quanto le accuse devono essere formalizzate entro 24 ore e l'inchiesta conclusa entro 30 giorni; in tali casi non esiste un meccanismo che possa confiscare beni illegali e le sentenze non superano gli otto anni. Il 14 Giugno i 400 seguaci del leader paramilitare Diego Murillo "deposero le armi" ma è probablile che molti finiranno nel "Programma del Soldato Contadino" un' iniziativa governativa per armare "civili" rurali fedeli alle forze di sicurezza, cioè il processo significa nient'altro che la ri-legalizzazione dei paramilitari. E' probabile che il disegno di legge verrà approvato presto, non foss'altro perchè si suppone che l'AUC influisce più del 35% sul potere decisionale del parlamento Colombiano. Lo sviluppo della situazione è stato accompagnato da una svolta abbastanza improvvisa da parte di Washington denunciando il ruolo dei paramilitari nel narcotraffico, tuttavia il 2 Agosto in un articolo su Colombia Online, Gary Leech soteneva che il governo Americano sta tentando di far deragliare l'anmistia mettendo sotto pressione il governo Colombiano come assente nel trattare con i contrabbandieri di stupefacenti; in realtà, secondo Leech gli Stati Uniti sono preoccupati che senza le forze armate paramilitari il FARC possa guadagnare terreno militarmente in maniera rapida.
 
Il Plan Patriota.
L'anno scorso il governo Colombiano ha dato inizio ad un nuovo capitolo del Piano Colombia: il Piano Patriota, un' offensiva militare di 18,000 soldati e circa 100 milioni di dollari in aiuti militari Americani per cacciare i guerriglieri dalle zone petrolifere e nonostante l'enorme numero di personale Americano, appaltatori ed equipaggiamenti i guerriglieri non sono stati sconfitti: al contrario i guerriglieri hanno intensificato la battaglia su tutti i fronti. I ribelli hanno recentemente distrutto nove piloni di energia elettrica nello stato di Antioquia lasciando al buio temporaneamente migliaia di residenti della costa settentrionale del paese e hanno attaccato con successo le forze speciali Colombiane in svariate regioni incluso un battaglione speciale ad Arauca. Il FARC e ELN hanno più volte caldeggiato una preferenza ad una soluzione di negoziato alla violenza ma ciò sembra improbabile al momento con i militari Americani e Colombiani più propensi per una soluzione militare. Quando il Piano Colombia iniziò, il governo del pease sotto il presidente Pastrana si ritirò dai negoziati di pace con il FARC e l'ELN scegliendo invece un'offensiva militare. Adesso, nel periodo che precede le elezioni di quest'anno, dove Uribe spera che la Corte Suprema cambierà la costituzione permettendogli di candidarsi nuovamente, egli vuole dimostrare il successo della sua politica di "sicurezza nazionale" infliggendo quante più sconfitte ai gruppi armati possibili, ma nonostante ciò il "fraudolento" disarmo del AUC e la fallita offensiva contro il FARC, dimostra come tale piano abbia dichiarato bancarotta.
 
Da: Settimanale della Sinistra Verde,  22 Giugno, 2005
Traduzione di Marco Rossi

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